Lavoro. Cisl a Ministro Orlando: "Affidare lo smart working ad accordi aziendali per superarne le criticità e potenziarne le opportunità"

smart working 2 ImagoRoma, 27 aprile - “L’utilizzo forzato ed estemporaneo nella modalità esclusiva del lavoro svolto continuativamente da casa, senza accordo individuale né collettivo, sta portando ad una situazione in cui lo smart working viene usato in maniera non corretta, soprattutto con riferimento ai carichi di lavoro ed ai limiti di orario, situazione aggravata dalla concomitanza con le scuole chiuse per lunghi periodi”.

È quanto ha sottolineato la Cisl oggi al tavolo di confronto con il Ministro del Lavoro Orlando. “Il rischio forte, in detta situazione, è che tale modalità lavorativa non sia valutata appieno nelle sue potenzialità. Invece, se utilizzato correttamente, i vantaggi possono superare di gran lunga le criticità, che sono state enfatizzate dalla situazione contingente. La circostanza poco sottolineata in questi mesi è che lo smart working è il primo strumento di conciliazione vita-lavoro utilizzato alla pari tra donne e uomini, al contrario del part time o dei congedi, usati quasi esclusivamente dalle lavoratrici e, di conseguenza, per queste ultime spesso penalizzanti. Pertanto, se ben utilizzato, il lavoro agile è uno snodo importantissimo per favorire la condivisione del lavoro di cura. Ma perché le grandi opportunità, anche in termini ambientali, prevalgano sulle criticità è importante affidarne la regolamentazione alla contrattazione collettiva aziendale che potrà salvaguardare la volontarietà, l’alternanza tra lavoro in azienda e da remoto, i limiti orari, il diritto alla disconnessione. Infatti, laddove la contrattazione collettiva in questi mesi è intervenuta, ha ovviato molto bene alle difficoltà emerse. Pertanto nell’incontro odierno con il Ministro del lavoro abbiamo sostenuto che per il post-emergenza l’unica modifica necessaria alla legge sul lavoro agile è quella di affidarne la regolamentazione ad un accordo collettivo aziendale, eventualmente tramite incentivi alle imprese, nella forma di sgravi per i lavoratori coinvolti o di un contributo alle attrezzature o a spazi di co-working, in quanto molti lavoratori non hanno luoghi adeguati per il lavoro da remoto. Nel frattempo, finchè dura la fase emergenziale, si potrebbe consentire di continuare ad utilizzare il lavoro agile senza accordo individuale solo in presenza di un accordo collettivo aziendale. Tale percorso può essere agevolato da un accordo quadro tra le parti sociali promosso dal Ministero del lavoro”.

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